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La strategia pilota di sviluppo rurale adottata dal GAL “Alto Bellunese” si inserisce nel quadro degli obiettivi generali e degli strumenti delineati dalla Commissione delle Comunità europee negli “Orientamenti per l’iniziativa comunitaria in materia di sviluppo rurale Leader +” del 14 aprile 2000 e dalla Regione Veneto nell’ambito del Programma Regionale Leader +. L’analisi della situazione attuale, dei nodi, delle potenzialità, dei rischi e delle opportunità che caratterizzano il sistema economico dell’area del GAL concorre a definire i caratteri della strategia da attuare per conseguire l’obiettivo generale della “valorizzazione delle risorse naturali, culturali e imprenditoriali del territorio al fine di utilizzare il potenziale endogeno locale attorno alla funzione trainante svolta dall’attività turistica”. Sul piano del metodo la strategia del PSL assume quale riferimento ed orientamento per l’attuazione degli interventi i seguenti principi, stabiliti e condivisi dall’insieme di soggetti che hanno partecipato direttamente al processo di programmazione, in particolare: 1) la concentrazione, a livello di progetto complessivo, articolato attorno ad un tema catalizzatore specifico; di misure, all’interno delle quali sono state selezionate solo alcune azioni (sette sulle 16 del Complemento di programmazione); 2) l’integrazione, nel senso che la strategia si basa su un’impostazione globale, concertata, fondata su interazioni tra operatori, settori e progetti attorno ad un tema centrale - caratteristico dell’identità, delle risorse e del know-how specifico del territorio - che è stato individuato nella “valorizzazione delle risorse naturali e culturali, compresa la valorizzazione dei siti di importanza comunitaria Natura 2000” dell’area a fini prevalentemente turistici. E’ in effetti l’attività turistica che viene percepita e riconosciuta dalla popolazione locale come l’attività economica in grado di produrre reddito ed occupazione in modo sinergico e coerente con il patrimonio ambientale, storico e culturale dell’area e delle risorse in esso presenti. Il patrimonio naturale e culturale è stato indicato da tutti gli attori dello sviluppo socio-economico locale come il punto di forza sul quale puntare per potenziare lo sviluppo, soprattutto turistico, dell’area, nell’ottica di contribuire alla diversificazione e riconversione del tessuto produttivo locale; 3) il decentramento, espressione più diretta di un’applicazione operativa del principio di sussidiarietà e strumento per garantire condizioni di maggiore efficacia ad azioni di sviluppo connotate da forte specificità territoriale degli interventi e quindi dall’esigenza di coinvolgere operativamente chi è in grado di esprimere livelli di più ampia conoscenza del territorio, delle sue risorse e del suo fabbisogno; 4) l’innovazione, nel senso di privilegiare, per ciascuna azione, esclusivamente le operazioni che mirano ad interconnettere le risorse umane, culturali e finanziarie del territorio ai fini di un migliore sfruttamento del suo potenziale endogeno; 5) la dimostratività e la trasferibilità, attuate sin dal livello di selezione delle singole operazioni, poiché uno dei criteri di selezione qualitativa delle stesse consiste nelle modalità previste di messa in rete degli acquis metodologici e dei risultati ottenuti. La strategia del PSL, sintetizzata nella pagina seguente, si impernia sulla realizzazione di 9 sub-azioni, con il riparto dei fondi Leader + indicato nella seguente tabella:
LA STRATEGIA DI SVILUPPO LOCALE DEL GAL ALTO BELLUNESE
Obiettivo globale
Obiettivi specifici
Priorità d’intervento/Misure
Linee d’intervento/Azioni
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